L´offerta culturale in realtá é intensa e importante quando si tratta di folklore, di cui Santiago del Estero é un prolifico e fiero produttore. I tipici ritmi del folklore santiaguegno sono la chacarera, la zamba e il gatos (ma anche tanti altri) e c´é un inconfondibile punto di ritrovo per ballare la chacarera: El Patio del Indio Froilán. Questo locale all´aria aperta, dove si producono artigianalmente anche i "bombos" (tamburi), é famoso credo in tutta l´Argentina e la domenica si riempie di atmosfera e santiaguegni che vanno lí a ballare bere e mangiare (Video: chacarera nel "Patio del Indio Froilán"). Ad ogni modo, pur apprezzando i suoni pieni e caldi del folklore e i tanti concerti acustici, dopo qualche mese inizi ad avere bisogno di un po´ di varietá. Quando un gruppo di studenti in un pub ha suonato delle cover dei Doors, mi é sembrato cosí strano..non so da quanto non sentivo una canzone in inglese.
Quello che mi ha colpito di Santiago del Estero é anche la differenza tra il centro cittá e i quartieri periferici. Se nel centro cittadino ci sono due viali pedonali pieni di negozi, di cui alcuni davvero cari e simili a quelli europei, in molti altri quartieri si vedono situazioni di estrema povertá e precarietá. Qui infatti le case sono spesso fatiscenti, con una stanza o due per intere famiglie, senza fogne e senza intonaco e le strade del quartiere non sono asfaltate bensí di terra, cosí quando piove diventano fangose e ben poco praticabili.
Come altro spiegare le particolaritá di questa cittá.. posso citare le leggende e credenze popolari incentrate sull´incesto e la magia come quelle della Salamanca, del Cacuy, e dell´Almamula, la terribile "tierrita" cioé la polvere terrosa onnipresente perché l´area é semiarida, i tanti cani randagi che girano per la cittá e rompono i sacchetti dell´immondizia che si trovano in strada spargendo l´immondizia in giro (i cani sono anche dentro l´universitá!..nei giardini e nei corridoi), le condizioni igieniche al mercato coperto o nei bagni di alcuni bar e ristoranti che avrebbero fatto impallidire molti dei miei conoscenti italiani, i 50 gradi e piú che raggiungono le temperature d´estate, l´anarchia del traffico (all´incrocio sembra che passi l´auto piú decisa, non chi si trova a destra), l´insicurezza stradale (quasi nessuno usa cinture di sicurezza e caschi e i pedoni non sono nessuno), gli autobus non sempre hanno le fermate segnalate e tanto meno degli orari fissi, non c´é neanche una cartina delle linee (per me che venivo dalla organizzatissima Germania, é stato abbastanza "diverso"), i taxi e autobus scassati e pieni di gingilli e santini.
La specificitá di questo posto ha fatto sí che una volta mi sono accorta che quasi mi stavo dimenticando si essere in Argentina. Sono state le partite dei mondiali, quando si tifava Argentina, a ricordarmelo.

