venerdì 7 ottobre 2011

Perché Santiago é Santiago

Non é facile descrivere Santiago del Estero. Qualcuno di noi italiani ha addirittura coniato lo slogan "perché Santiago é Santiago" (a mo´ di "perché Sanremo é Sanremo"), proprio a sottolineare la particolaritá di questo posto e la sua specificitá rispetto alle altre cittá argentine. Santiago a noi italiani pare una cittá immobile. Forse peró dire immobile non é giusto. I santiaguegni stessi ci dicono di quanto sia cambiata la cittá negli ultimi anni. Hanno una stazione (di bus) nuova e moderna, nuovi palazzi e allacci stradali vengono costruiti, e anche ponti e dighe. Ad ogni modo, al di lá delle opere pubbliche, il tempo sembra scorrere molto piú lentamente rispetto ai ritmi dell´Europa e anche quando si tratta di tempo libero e offerta culturale non si hanno molte opzioni e molte volte si organizzano cene, incontri, film a casa e fine settimana "fuori porta".

L´offerta culturale in realtá é intensa e importante quando si tratta di folklore, di cui Santiago del Estero é un prolifico e fiero produttore. I tipici ritmi del folklore santiaguegno sono la chacarera, la zamba e il gatos (ma anche tanti altri) e c´é un inconfondibile punto di ritrovo per ballare la chacarera: El Patio del Indio Froilán. Questo locale all´aria aperta, dove si producono artigianalmente anche i "bombos" (tamburi), é famoso credo in tutta l´Argentina e la domenica si riempie di atmosfera e santiaguegni che vanno lí a ballare bere e mangiare (Video: chacarera nel "Patio del Indio Froilán"). Ad ogni modo, pur apprezzando i suoni pieni e caldi del folklore e i tanti concerti acustici, dopo qualche mese inizi ad avere bisogno di un po´ di varietá. Quando un gruppo di studenti in un pub ha suonato delle cover dei Doors, mi é sembrato cosí strano..non so da quanto non sentivo una canzone in inglese.


Santiago del Estero é anche una cittá e una regione con tante difficoltá: povertá e disuguaglianze sociali, malnutrizione, negazione di diritti dei minori e dei diritti civili, casi di violenza e abuso, sistema politico non trasparente per citarne alcune. I santiaguegni peró amano questa terra, che "esporta manodopera", forse proprio perché cosí sfortunata e lo fanno sentire in molte delle canzoni del folkore santiaguegno.

Quello che mi ha colpito di Santiago del Estero é anche la differenza tra il centro cittá e i quartieri periferici. Se nel centro cittadino ci sono due viali pedonali pieni di negozi, di cui alcuni davvero cari e simili a quelli europei, in molti altri quartieri si vedono situazioni di estrema povertá e precarietá. Qui infatti le case sono spesso fatiscenti, con una stanza o due per intere famiglie, senza fogne e senza intonaco e le strade del quartiere non sono asfaltate bensí di terra, cosí quando piove diventano fangose e ben poco praticabili.









Come altro spiegare le particolaritá di questa cittá.. posso citare le leggende e credenze popolari incentrate sull´incesto e la magia come quelle della Salamanca, del Cacuy, e dell´Almamula, la terribile "tierrita" cioé la polvere terrosa onnipresente perché l´area é semiarida, i tanti cani randagi che girano per la cittá e rompono i sacchetti dell´immondizia che si trovano in strada spargendo l´immondizia in giro (i cani sono anche dentro l´universitá!..nei giardini e nei corridoi), le condizioni igieniche al mercato coperto o nei bagni di alcuni bar e ristoranti che avrebbero fatto impallidire molti dei miei conoscenti italiani, i 50 gradi e piú che raggiungono le temperature d´estate, l´anarchia del traffico (all´incrocio sembra che passi l´auto piú decisa, non chi si trova a destra), l´insicurezza stradale (quasi nessuno usa cinture di sicurezza e caschi e i pedoni non sono nessuno), gli autobus non sempre hanno le fermate segnalate e tanto meno degli orari fissi, non c´é neanche una cartina delle linee (per me che venivo dalla organizzatissima Germania, é stato abbastanza "diverso"), i taxi e autobus scassati e pieni di gingilli e santini.

La specificitá di questo posto ha fatto sí che una volta mi sono accorta che quasi mi stavo dimenticando si essere in Argentina. Sono state le partite dei mondiali, quando si tifava Argentina, a ricordarmelo.

domenica 2 ottobre 2011

Le prime impressioni: la prima e-mail all´Italia

Ciao a tuttii carii!!

Finalmente ho un momento libero e posso scrivervi. Sono arrivata mercoledì a Santiago del Estero, nel Nord dell'Argentina e va tutto bene, mi sto giá ambientando dopo i primi 2 gg un po' shock.

Praticamente la città/area é grande tipo come Bologna e quindi almeno per ora non mi sembra così male come me l´avevano descritta. La cosa strana è che il centro è abbastanza ben messo (a parte i marciapiedi scrocciolati e immondizia qua e lá) e ci sono addirittura dei negozi "fashion" in pieno stile europeo. Poi peró quando vai nei quartieri fuori ci sono condizioni estreme. Proprio dietro casa nostra ad esempio le strade non hanno neanche l'asfalto e le case (casette) sono strutture che anche se in muratura da noi ci terrebbero al massimo gli animali da cortile..

L'atmosfera è davvero sudamericana: un traffico sostenuto, smog pazzesco,in scooter minimo si va in 3 e rigorosamente senza casco, le cinture di sicurezza cosa sono?, l'autobus sgarrupato che va con le porte aperte..

La nostra casina (di noi volontarie) non è male e ce la stiamo mettendo tutta per renderla più accogliente. Abbiamo anche un patietto dietro casa, con camino per cuocere alla brace..ma ci han detto di non lasciarci niente di valore perchè la notte i ragazzetti camminano sui tetti delle case e vedono bene di rubare le cose che gli interessano calando delle cordicelle con ganci..insomma, si sta bene a casuccia, ma sempre guardinghe.

Ho iniziato a partecipare alle attività del progetto che si occupa della prevenzione dell'abuso e dei maltrattamenti sui minori. In pratica si fanno laboratori rispettivamente con bambini, adolescenti e adulti. Inoltre, sono state aperti degli sportelli informativi negli ospedali. Per ora noi volontarie partecipiamo un po' a tutte le attività (che sono fatte comunque da formatori, assistenti sociali, psicologi..) e poi decideremo su quali concentrarci, per collaborare in maniera piú incisiva.

Oggi siamo state invitate in un programma radiofonico che fa una delle signore che lavora nel progetto..ahahaha che figata!! Non ero mai entrata in una radio e tanto meno avevo parlato ai microfoni! Speriamo di poterlo fare in maniera continuativa..

Beh, appena posso vi aggiornerò con anche delle foto.

Intanto vi mando tanti bacioni e non preoccupatevi per me! ; )

mercoledì 28 settembre 2011

Al lavoro ..al "Proyecto Nélida"

Il primo giorno, dopo qualche ora che sono arrivata e mi sono sistemata nella nuova casa, Chiara, che sará la mia prode compagna di avventure, mi passa a prendere e mi accompagna in ufficio. Lei é arrivata due settimane prima di me e quindi giá ne sa di piú. Appena arrivata tutto é nuovo, confuso, bisogna conoscere e ambientarsi, orientarsi e inserirsi ma come ogni buon volontario ho tanta energia e entusiasmo per farlo.

L´ufficio del Gus a Santiagio del Estero é in calle Urquiza 182, in centro, altro indirizzo chiave che mi devo ben fissare in testa. Conosco subito i capi, Herminia la fantastica "madrina" del progetto e mi trovo subito bene.

Il progetto a cui lavoreremo é il "Proyecto Nélida", un importante progetto che mira a sensibilizzare la comunità su violenza, abuso e maltrattamenti su bambini e adolescenti per promuoverne la prevenzione. "Sistema de prevención y lucha contra el maltrato y el abuso sexual en Santiago del Estero y La Banda" appunto.

Il nome il progetto lo ha dedicato a una ragazzina di qui, di 13 anni, finita all’ospedale a causa di abusi e maltrattamenti reiterati. I fenomeni del maltrattamento (fisico o psicologico) e dell´abuso sui bambini e sugli adolescenti sono purtroppo diffusi qui e vengo a sapere presto che per lo più sono intrafamiliari e non dipendono dalle condizioni economiche delle famiglie, sono presenti in tutte le fasce sociali.

Il progetto fá principalmente sensibilizzazione e formazione a scopo di prevenzione:

- Con i "talleres", cioé laboratori sul campo (ludici , didattici e di approfondimento) per sensibilizzare rispettivamente bimbi, adolescenti e adulti sui diritti dei minori.

- Con due sportelli informativi in due ospedali pediatrici e uno nella sede del GUS, tramite i quali si informa, sensibilizza e si risponde ai dubbi e alle richieste del pubblico, nonché si accolgono casi e si orientano le persone che vogliono presentare delle denunce.

- Con corsi di formazione, seminari e interventi in enti e scuole sui temi dell´abuso e maltrattamento infantile (cosa sono, di che tipo, come individuare, come rispondere..) agli operatori (sociali, sanitari, docenti) che lavorano con l’infanzia.

- Si cerca poi anche di formare una RETE, un sistema di protezione sociale che colleghi e rafforzi tutte le associazioni ed organi della società santiaguegna che lavorano con l’infanzia, in modo che si possa rispondere in modo più forte e efficace al problema e che rimanga qualcosa una volta che il progetto finisce.

Il progetto è portato avanti dal GUS con il partner locale PRADE (practicas alternatovas de derecho) ed é finanziato dal Ministero degli Esteri italiano, dalla regione Marche e dalla provincia di Ascoli Piceno. Dura purtroppo solo un anno.

La squadra di lavoro è composta dai 2 capi progetto italiani (di Porto S.Giorgio e Macerata), da noi volontarie in servizio civile e da circa altri circa 15 santiaguegni tra psicologi, assistenti sociali, avvocati, mediatori familiari e volontari.

Quindi..al lavoro!

lunedì 26 settembre 2011

L´arrivo in Argentina

Dopo 15 ore di volo arrivo a Buenos Aires, dove mi fermo una notte prima proseguire per la mia destinazione finale: Santiago del Estero. Il viaggio tra Buenos Aires e Santiago dura 13 ore, al quanto impressive ma poi scopro che in questo paese i viaggi del genere sono la normalitá.

In Argentina, infatti, il sistema di trasporti si basa essenzialmente sui pullman e sul trasporto su gomma per le merci. Ovunque sará piú facile incontrare un "Terminal de Omnibus" che una stazione ferroviaria. Le distanze qui rendono il trasporto ferroviario non conveniente e quindi la maggior parte delle persone usa i "micros" o "colectivos" (pullman) per spostarsi . Non che questo mezzo di trasporto sia economico ma permette di raggiungere qualsiasi zona dell´ Argentina. Poi poco importa se il viaggio dura 6, 16 o 30 ore. Ad un europeo (se esistono gli europei, ad ogni modo laggiú ci chiamano cosí) queste misure sembrano pazzesche ma una volta lá ci si abitua. L´Argentina é davvero enorme e questi pullman offrono poltrone comode, viaggiano per lo piú di notte e c´é una hostess che serve colazione, pranzo e cena. Alcune compagnie sulle lunghe distanze organizzano anche giri di Bingo!

L´11 aprile 2010 arrivo in quella fino ad allora sconosciuta e tanto immaginata cittá: Santiago del Estero. L´idea che mi ero fatta di questa cittá non era delle piú rosee, visto che me l´ avevano descritta come "la provincia della provincia", dove non c´é niente e non succede molto. In effetti Santiago non é proprio quella che si direbbe una cittá stimolante, é piuttosto statica, non ha un tessuto economico florido, la maggiorparte della gente lavora nell´apparato burocratico locale e regionale o fá lavori precari e in ambito culturale le iniziative si concentrano quasi esclusivamente sul folclore. Ad ogni modo, ha pur sempre 200.000 mila abitanti e due universitá quindi é un po´ lontana dall´idea di paesino polveroso (alla messicana, per intenderci) che mi ero fatta.

Stefano, il capoprogetto, mi viene a prendere alla stazione (dei bus ovviamente), ci conosciamo dal vivo finalmente e mi accompagna a quella che per i prossimi 9-10 mesi sará la mia casa, al numero 677 di calle Manuel Argagnaraz. Mi sistemo, ci si rivede in ufficio piú tardi.

La "mia" via: Calle Manuel Argañaraz, Santiago del Estero


La "gomeria", cioé il gommista, in fondo a calle M. Argañaraz







Come tutto ebbe inizio

Estate 2009, esce il bando per il Servizio Civile Nazionale all’Estero 2009. I ragazzi italiani che hanno sete di esperienze in terre lontane vedono bene di rispettare il termine ultimo per la presentazione delle domande, il 27 luglio. Vedo bene di farlo anch´io.

Si puó scegliere solo un progetto tra le decine proposte dalle più diverse e piú o meno grandi ONG italiane : Arci, Caritas, Focsiv, Acli, Cisv e molte altre. E anche le destinazioni sono altrettanto variegate: Cambogia, Germania, Sudan, India, Libano, Stati Uniti, Balcani ecc.



La mia attenzione viene attirata dal “Progetto Nélida”, promosso dal GUS -Gruppo Umana Solidarietà "Guido Puletti", un progetto di sensibilizzazione per prevenire violenze e abusi sui minori a Santiago del Estero, Argentina. Trovo molto motivante lavorare a favore dell´infanzia, un po´ di spagnolo lo mastico e il progetto prevede iniziative di comunicazione a vari livelli, che sono in linea con la mia formazione. Mi piace, lo scelgo.

Dopo una lunga selezione a Settembre (colloquio con una psicologa, con il presidente dell´associazione e anche via skype con i cooperanti in loco) escono le graduatorie. Io per un posto non rientro nei 4 posti disponibili, ma come ha detto un amico "c´é sempre qualcuno che rinuncia", e infatti. Dopo la rinuncia di un ragazzo e molti "ma allora é vero??", accetto.

A Febbraio 2010 comincia la formazione prepartenza. Sia noi volontarie con destinazione Argentina che gli altri con destinazione Etiopia veniamo chiamati ad adunata a Macerata. E’ qui, nella sede della ong GUS (Gruppo Umana Solidarietà), che ci si conosce prima di andare ognuno incontro al proprio servizio civile. Tra giochi di squadra, di ruolo, creativitá e risate conosciamo meglio anche la storia del servizio civile: le leggi, la non violenza in Italia, Don Milani e le sue lettere, gli obiettori di coscienza, i diritti e doveri dei volontari. E veniamo così a sapere che come volontari in servizio civile siamo addirittura considerati “difensori della Patria” con mezzi non violenti.

Il 10 Aprile, dopo una notte passata all´aeroporto di Fiumicino cercando di dormire incastrata tra lo zainone, un trolley e una cabina telefonica, m´imbarco...l´Argentina mi aspetta!