mercoledì 28 settembre 2011

Al lavoro ..al "Proyecto Nélida"

Il primo giorno, dopo qualche ora che sono arrivata e mi sono sistemata nella nuova casa, Chiara, che sará la mia prode compagna di avventure, mi passa a prendere e mi accompagna in ufficio. Lei é arrivata due settimane prima di me e quindi giá ne sa di piú. Appena arrivata tutto é nuovo, confuso, bisogna conoscere e ambientarsi, orientarsi e inserirsi ma come ogni buon volontario ho tanta energia e entusiasmo per farlo.

L´ufficio del Gus a Santiagio del Estero é in calle Urquiza 182, in centro, altro indirizzo chiave che mi devo ben fissare in testa. Conosco subito i capi, Herminia la fantastica "madrina" del progetto e mi trovo subito bene.

Il progetto a cui lavoreremo é il "Proyecto Nélida", un importante progetto che mira a sensibilizzare la comunità su violenza, abuso e maltrattamenti su bambini e adolescenti per promuoverne la prevenzione. "Sistema de prevención y lucha contra el maltrato y el abuso sexual en Santiago del Estero y La Banda" appunto.

Il nome il progetto lo ha dedicato a una ragazzina di qui, di 13 anni, finita all’ospedale a causa di abusi e maltrattamenti reiterati. I fenomeni del maltrattamento (fisico o psicologico) e dell´abuso sui bambini e sugli adolescenti sono purtroppo diffusi qui e vengo a sapere presto che per lo più sono intrafamiliari e non dipendono dalle condizioni economiche delle famiglie, sono presenti in tutte le fasce sociali.

Il progetto fá principalmente sensibilizzazione e formazione a scopo di prevenzione:

- Con i "talleres", cioé laboratori sul campo (ludici , didattici e di approfondimento) per sensibilizzare rispettivamente bimbi, adolescenti e adulti sui diritti dei minori.

- Con due sportelli informativi in due ospedali pediatrici e uno nella sede del GUS, tramite i quali si informa, sensibilizza e si risponde ai dubbi e alle richieste del pubblico, nonché si accolgono casi e si orientano le persone che vogliono presentare delle denunce.

- Con corsi di formazione, seminari e interventi in enti e scuole sui temi dell´abuso e maltrattamento infantile (cosa sono, di che tipo, come individuare, come rispondere..) agli operatori (sociali, sanitari, docenti) che lavorano con l’infanzia.

- Si cerca poi anche di formare una RETE, un sistema di protezione sociale che colleghi e rafforzi tutte le associazioni ed organi della società santiaguegna che lavorano con l’infanzia, in modo che si possa rispondere in modo più forte e efficace al problema e che rimanga qualcosa una volta che il progetto finisce.

Il progetto è portato avanti dal GUS con il partner locale PRADE (practicas alternatovas de derecho) ed é finanziato dal Ministero degli Esteri italiano, dalla regione Marche e dalla provincia di Ascoli Piceno. Dura purtroppo solo un anno.

La squadra di lavoro è composta dai 2 capi progetto italiani (di Porto S.Giorgio e Macerata), da noi volontarie in servizio civile e da circa altri circa 15 santiaguegni tra psicologi, assistenti sociali, avvocati, mediatori familiari e volontari.

Quindi..al lavoro!

lunedì 26 settembre 2011

L´arrivo in Argentina

Dopo 15 ore di volo arrivo a Buenos Aires, dove mi fermo una notte prima proseguire per la mia destinazione finale: Santiago del Estero. Il viaggio tra Buenos Aires e Santiago dura 13 ore, al quanto impressive ma poi scopro che in questo paese i viaggi del genere sono la normalitá.

In Argentina, infatti, il sistema di trasporti si basa essenzialmente sui pullman e sul trasporto su gomma per le merci. Ovunque sará piú facile incontrare un "Terminal de Omnibus" che una stazione ferroviaria. Le distanze qui rendono il trasporto ferroviario non conveniente e quindi la maggior parte delle persone usa i "micros" o "colectivos" (pullman) per spostarsi . Non che questo mezzo di trasporto sia economico ma permette di raggiungere qualsiasi zona dell´ Argentina. Poi poco importa se il viaggio dura 6, 16 o 30 ore. Ad un europeo (se esistono gli europei, ad ogni modo laggiú ci chiamano cosí) queste misure sembrano pazzesche ma una volta lá ci si abitua. L´Argentina é davvero enorme e questi pullman offrono poltrone comode, viaggiano per lo piú di notte e c´é una hostess che serve colazione, pranzo e cena. Alcune compagnie sulle lunghe distanze organizzano anche giri di Bingo!

L´11 aprile 2010 arrivo in quella fino ad allora sconosciuta e tanto immaginata cittá: Santiago del Estero. L´idea che mi ero fatta di questa cittá non era delle piú rosee, visto che me l´ avevano descritta come "la provincia della provincia", dove non c´é niente e non succede molto. In effetti Santiago non é proprio quella che si direbbe una cittá stimolante, é piuttosto statica, non ha un tessuto economico florido, la maggiorparte della gente lavora nell´apparato burocratico locale e regionale o fá lavori precari e in ambito culturale le iniziative si concentrano quasi esclusivamente sul folclore. Ad ogni modo, ha pur sempre 200.000 mila abitanti e due universitá quindi é un po´ lontana dall´idea di paesino polveroso (alla messicana, per intenderci) che mi ero fatta.

Stefano, il capoprogetto, mi viene a prendere alla stazione (dei bus ovviamente), ci conosciamo dal vivo finalmente e mi accompagna a quella che per i prossimi 9-10 mesi sará la mia casa, al numero 677 di calle Manuel Argagnaraz. Mi sistemo, ci si rivede in ufficio piú tardi.

La "mia" via: Calle Manuel Argañaraz, Santiago del Estero


La "gomeria", cioé il gommista, in fondo a calle M. Argañaraz







Come tutto ebbe inizio

Estate 2009, esce il bando per il Servizio Civile Nazionale all’Estero 2009. I ragazzi italiani che hanno sete di esperienze in terre lontane vedono bene di rispettare il termine ultimo per la presentazione delle domande, il 27 luglio. Vedo bene di farlo anch´io.

Si puó scegliere solo un progetto tra le decine proposte dalle più diverse e piú o meno grandi ONG italiane : Arci, Caritas, Focsiv, Acli, Cisv e molte altre. E anche le destinazioni sono altrettanto variegate: Cambogia, Germania, Sudan, India, Libano, Stati Uniti, Balcani ecc.



La mia attenzione viene attirata dal “Progetto Nélida”, promosso dal GUS -Gruppo Umana Solidarietà "Guido Puletti", un progetto di sensibilizzazione per prevenire violenze e abusi sui minori a Santiago del Estero, Argentina. Trovo molto motivante lavorare a favore dell´infanzia, un po´ di spagnolo lo mastico e il progetto prevede iniziative di comunicazione a vari livelli, che sono in linea con la mia formazione. Mi piace, lo scelgo.

Dopo una lunga selezione a Settembre (colloquio con una psicologa, con il presidente dell´associazione e anche via skype con i cooperanti in loco) escono le graduatorie. Io per un posto non rientro nei 4 posti disponibili, ma come ha detto un amico "c´é sempre qualcuno che rinuncia", e infatti. Dopo la rinuncia di un ragazzo e molti "ma allora é vero??", accetto.

A Febbraio 2010 comincia la formazione prepartenza. Sia noi volontarie con destinazione Argentina che gli altri con destinazione Etiopia veniamo chiamati ad adunata a Macerata. E’ qui, nella sede della ong GUS (Gruppo Umana Solidarietà), che ci si conosce prima di andare ognuno incontro al proprio servizio civile. Tra giochi di squadra, di ruolo, creativitá e risate conosciamo meglio anche la storia del servizio civile: le leggi, la non violenza in Italia, Don Milani e le sue lettere, gli obiettori di coscienza, i diritti e doveri dei volontari. E veniamo così a sapere che come volontari in servizio civile siamo addirittura considerati “difensori della Patria” con mezzi non violenti.

Il 10 Aprile, dopo una notte passata all´aeroporto di Fiumicino cercando di dormire incastrata tra lo zainone, un trolley e una cabina telefonica, m´imbarco...l´Argentina mi aspetta!